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Valuta e documenti per visitare Parigi

Un tempo era complicato visitare la Francia e Parigi. Non che fosse lontano, né che ci fossero poche comunicazioni terrestri o aeree. Anzi. Il problema era la differenza di valuta e i controlli doganali.

I più anziani di voi ricordano sicuramente le lunghissime fermate a Ventimiglia e a Domodossola per il controllo dei passaporti. Le guardie delle frontiere italiane dovevano controllare tutti i passaporti dei passeggeri del treno. Poi era il turno delle guardie francesi, poi la Guardia di Finanza, poi la narcotruppa che cercava la gangia con i cani (ma questo credo che lo fanno ancora). A volte erano molto ostili senza nessun motivo (ricordo ancora una notte in cui quei sadici hanno svuotato quasi tutte le valigie della mia cuccetta, ci hanno messo tantissimo). Insomma, sull'orario l'arresto del treno durava 45 minuti, ma in realtà forse di più. Comunque, oggi siete a posto: se non mi sbaglio nel territorio di Schengen non ci sono più controlli di passaporti e quindi i tempi di viaggio sono più corti e meno antipatici. Potete andare in giro con la vostra carta d'identità come fate in Italia, guidare con la patente italiana (che poi dovrebbe essere europea) e non avete bisogno di un documento francese.

Quanto ai soldi, le cose sono ancora più semplici: un tempo, con il franco forte, per noi italiani tutto in Francia costava il doppio. Il franco francese era perennemente sovrapprezzo, fino a 200 e 300 lire, se ricordo bene. Ogni vacanza spennava il povero turista italiano, e anche comprare souvenirs era un investimento. Oggi i francesi si sono dati una calmata e sono anche loro in zona euro, vuol dire che potete usare a Parigi gli stessi euro che usate a Roma, cioè in Italia, ecco. Vedrete che grazie alle divise comuni non troverete più i costi esorbitanti come una volta.